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WG 1.0: Comandante Zero

24 novembre 2009

Scheda personaggio da interpretare.

Nome: Comandante Zero

Sesso: M

Età: 33

Ambientazione: Sono ormai novantacinque giorni che le truppe del comandante Cadillo cingono sotto assedio i territori. Tu, Comandante Zero, sei il leader delle popolazioni in rivolta.

Prologo: introduci il tuo personaggio.

Lunghezza massima indicativa commento (“Prologo” del racconto): 150 parole. 

Termine invio commento (“Prologo”): 26/12/09.

La partecipazione al gioco implica la conoscenza e l’accettazione del regolamento.

Buona scrittura a tutti!

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  1. Chiara
    20 dicembre 2009 alle 14:02

    Si erano sempre immaginati che crescesse come suo nonno : robusto, forte, spiccatamente intelligente e autoritario, con troppo poco cuore per amare ma eccezionalmente poco per combattere qualsiasi guerra.
    Eppure questo bimbo crescendo si discostava sempre più dal tracciato che il suo antenato aveva percorso. Nessuna dote fisica lo contraddistingueva dagli altri bambini del villaggio: era basso, tozzo e con qualcosa che non andava in quell’occhio sinistro sempre fisso e inespressivo.
    Qualcosa però lo differenziava dal nonno: la profonda saggezza e l’intelligenza velata sempre da un intimo amore per l’uomo.
    Questo fece del ‘’nuovo’’ Comandante Zero un Leader amato da molti, ma odiato dagli anziani del popolo. Come poteva questo “ bonaccione” salvare il popolo dal più crudele e inumano dei comandanti? Cadillo aveva un conto in sospeso che avrebbe voluto far pagare a tutti i costi: Il nonno del Comandante Zero infatti aveva ucciso suo padre in un battaglia…

  2. Efrem
    21 dicembre 2009 alle 08:21

    Per tutti era un eroe e lui questo non lo aveva mai capito. Aveva più volte cercato di darsi una spiegazione di quel sentimento, quasi una venerazione, che tutti provavano per lui; sarà stato per il colore della sua pelle, più chiaro rispetto a quello della sua gente, o per essere l’unico ad aver avuto l’opportunità di studiare. Ma continuava a non capire.
    Non apparteneva neppure a quei villaggi ma da quel primo incontro non se ne era mai più distaccato.
    Era esile e bello, sembrava fragile e non aver mai paura, aveva sempre le parole giuste, dedicava la stessa attenzione a cìò che gli era intorno, che si trattasse di un bimbo alle prese con una sbucciatura o dell’avanguardia nemica nella guerriglia.
    Il nome lo aveva scelto lui, Comandante Zero, perchè diceva che per cambiare il mondo bisognava ripartire da capo. Da zero.

  3. Exodus
    21 dicembre 2009 alle 22:16

    Alto, moro, pelle olivastra. Bello come il sole. Deciso, risoluto, fermo, tenace.
    Onesto, intelligente, preparato e forte.
    Quando i saggi si riunirono per decidere chi dovesse guidare la rivolta i dubbi vennero fugati in un cenno comune di assenso.
    Il tuo nome sarà “Comandante Zero”, gli disse Josè.
    Lui non proferì parola, chinò il capo in senso di rispetto e salutando uscì dalla tenda.
    I saggi guardandosi tra loro annuinavano, confortandosi l’un l’altro della scelta appena fatta, consapevoli che se non ce l’avesse fatta lui…
    Solo Hidalgo piangeva. Era troppo legato a quell’uomo, che era divenuto tale già quando era bambino, e sapeva a cosa sarebbe andato incontro.

  4. Macco
    22 dicembre 2009 alle 10:51

    Non fu facile accettare l’incarico di leader delle popolazioni in rivolta ma non poteva certo rifiutare. Neppure il nome di Comandante Zero gli piaceva così tanto. Lui che era legatissimo al suo cognome di famiglia e dovette rinunciare in un istante non solo alla sua identità ma anche alla sua vita.
    Doveva troncare con il suo passato personale e lo fece anche per mezzo delle piccole cose. Tagliò i lunghi capelli corvini e si fece crescere la barba, corvina anch’essa. Mise su un berretto verde ed una uniforme militare che trovò nel vecchio baule di Maria. Il fazzoletto rosso fu un regalo di sua madre e gli scarponi erano quelli indossati dall’amico di sempre.
    Non capiva bene a cosa sarebbe andato incontro e non si sentiva certo pronto: ma chi lo sarebbe stato al suo posto?

  5. Kikka
    24 dicembre 2009 alle 15:13

    Dopo la morte del Comandante Juanito tutti pensarono che la resa fosse inevitabile e il nemico troppo vicino per provare a riorganizzarsi.
    Era notte, una notte così fredda e buia che anche i rami degli alberi si piegavano a scaldare i tronchi, quando cominciò a spargersi la notizia che i ribelli avevano trovato il successore del grande Juanito.
    Si sapeva poco o nulla di lui se non che si faceva chiamare Zero, perchè, pare dicesse, lui non era nessuno ma la voce di tutti, non valeva niente ma era invincibile insieme alla sua gente, veniva dal nulla ma sarebbe arrivato dove non si era mai pensato.
    Nessuno sapeva chi fosse ma tutti iniziavano a parlare di lui…

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