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WG 3.4 Torno subito… – Parte Quarta

Di seguito alcuni elementi che dovranno necessariamente essere trattati nella Parte Quarta:

– la stazione dei treni;

– un bacio;

– un singolare barman;

– una nuova tappa del viaggio.

Termine invio commento – entro e non oltre il 27/03/10

Lunghezza massima indicativa commento – 300 parole

Buona scrittura.

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  1. writegamer
    26 marzo 2010 alle 14:50

    Espansione e raffreddamento da una situazione iniziale di alta densità e alto calore. Non è stata un’esplosione a generare l’universo come lo conosciamo. E ora quel tomo era il mio universo. Un’evoluzione di simboli la cui interpretazione mi avrebbe portato da mio padre o almeno così speravo.
    -Parigi.
    Parlai senza esitare e Francesca mi spiazzò baciandomi su una guancia.
    -È strano qui è nominata anche New York.
    -So io perché.
    Mi prese per mano e iniziammo a correre fino alla macchina. Di nuovo Heathrow. Atterrammo al Charles de Gaulle. Parigi era bellissima in quella stagione e come al solito piena di turisti di ogni parte del mondo.
    Alla stazione aspettammo pochi minuti, poi un treno della RER ci portò a ridosso della Ile de Cygnes. Dal 1889 lì c’era una riproduzione in scala della Statua della Libertà, rivolta verso la “sorella maggiore” posta dall’altra parte dell’Atlantico. Si narra che Bartholdi ed Eiffel crearono l’originale tre anni prima, ispirati dalle strane idee di un barman del caffè dove erano soliti incontrarsi. Questo bizzarro ometto baffuto non faceva altro che ripetere che la libertà è come una donna che illumina tutto ciò che la circonda.
    La liberté éclairant le monde.
    L’iscrizione sul marmo era inconfondibile. La libertà che illumina il mondo. Avevamo oltrepassato il piccolo recinto ed eravamo davanti alla statua. Ma subito un’altra cosa mi colpì.
    -Roma.
    -Come?
    -Dobbiamo andare a Roma. Il Colosseo.
    Alle mie parole tornammo a correre. Mentre il treno ci riportava al Charles De Gaulle, Francesca prenotò un volo per il Leonardo Da Vinci, mezz’ora all’imbarco.
    -Cosa cerchiamo in realtà?
    -Perché lo chiedi? Cerchiamo tuo… nostro padre.
    La seconda esitazione confermò i miei dubbi. La lettera che avevo trovato nel Codice. Mio padre nelle sue ultime volontà non aveva menzionato nessuna figlia.
    Francesca mi stava mentendo.

  2. 26 marzo 2010 alle 17:18

    writegamer ha scelto di pubblicare per primo: così gli sarà sufficiente pareggiare la valutazione di Gillano per passare il turno. Allo stesso tempo, però, ha dato modo all’ultimo avversario rimasto in gara di leggere la sua parte di racconto e giocare di rimessa.
    Sarà stata una mossa azzeccata?
    Forza Gillano, ora tocca a te!

  3. Gillano
    27 marzo 2010 alle 23:39

    – E bravo Luca! Sei arrivato appena in tempo. Ora lascia il nostro amico alla base della pila del ponte alla tua sinistra, con il viso rivolto verso il fiume, e allontanati senza voltarti.
    – Ma come mi assicuro che…
    – Fai come ti ho detto, poi avviati verso la Grand Central, sulla 42ma, ma usa la metropolitana: il furgone non è più sicuro.
    – E una volta li?
    – Porta il cellulare, ti dirò dove devi andare. Il tuo viaggio non finisce qui.
    Faccio come mi ha detto la voce al telefono e mentre mi allontano un tonfo sordo nell’acqua del fiume mi fa sobbalzare e fuga i miei ultimi dubbi: ora so davvero con chi ho a che fare…
    Arrivato alla stazione, mi ritrovo a guardare la volta stellata del soffitto e ad ammirare la scalinata resa famosa dal film “il Padrino”. Mi chiedo cosa mi verrà richiesto di fare stavolta: dovrò compiere qualche atto sconsiderato proprio qui?
    La mia attenzione è attirata da due giovani gay che si baciano in fondo alla scalinata. Sono nervoso: non riesco a capacitarmi del fatto che un uomo è appena morto per causa mia. Ma ormai sono in ballo e non posso più tirarmi indietro.
    Sono le tre e un quarto di mattina, ma la vita continua senza sosta nella principale stazione ferroviaria di Manhattan. Mi accorgo che ho fame e mi avvio verso la lounge Est in cerca di cibo. Mangio senza gusto un sandwich al tonno servitomi da un barista con i capelli viola, ma sono così provato che il tipo potrebbe essere il Papa.
    Mentre attendo la chiamata mi ritorano in mente le parole della donna, proferite un paio di giorni fa:
    – Luca, ti propongo un accordo.
    – Ma di cosa parli?
    – Parlo della tua vita.

  4. writegame
    28 marzo 2010 alle 20:54

    Commenti chiusi, attendiamo il verdetto.

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