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WG 4: Doppio gioco

3 maggio 2010

“Memorizza questo codice: A4F0KYTZ6. Cancella il messaggio e liberati del cellulare. Dirigiti a Piazza del Popolo, lì capirai cosa fare. Hai centoventi secondi”.

Per partecipare al gioco basta inserire un commento a questo articolo, attenendosi alle seguenti indicazioni:

Obiettivo: scrivere il Prologo del racconto “Doppio Gioco”, partendo dall’incipit fornito sopra (che dovrà far parte del Prologo)

Lunghezza massima indicativa commento (Prologo del racconto), comprensivo di incipit fornito : 200 parole

Termine massimo invio commento: entro e non oltre il giorno 11/05/10

L’intero racconto (Prologo compreso) deve essere scritto (narrato) in prima persona

La partecipazione al gioco implica la conoscenza e l’accettazione del regolamento.

Buona scrittura.

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  1. Francesca
    8 maggio 2010 alle 18:05

    Correvo fra la via intasa di quel sabato pomeriggio, una vecchietta claudicante mi fece cadere il cellulare mentre tentavo di cancellare quel messaggio che avevo letto e riletto decine di volte nel tentativo di eseguire quel che vi era scritto “Memorizza questo codice: A4F0KYTZ6. Cancella il messaggio e liberati del cellulare. Dirigiti a Piazza del Popolo, lì capirai cosa fare. Hai centoventi secondi”.
    Mi chiese scusa con lo sguardo dolce della sua età ed io non ebbi il tempo di risponderle, avevo perso anche l’educazione!
    La piazza si apriva davanti a me ed i secondi fuggivano come i piccioni fra i mie piedi, ne rimanevano davvero pochi ed il panico mi accompagnava per mano.
    Gli occhi stretti a scrutare uomini e donne che indifferenti al mio terrore godevano del loro tempo ed io tremavo al pensiero che il mio non mi sarebbe bastato.
    il rumoreggiare di una folla disordinata attirò la mia attenzione, fra il brulicare di quelle magliette colorate vidi l’insegna del negozio di elettronica “ALLE 19,00 PER 120 SECONDI VENDITA ARTICOLI AD UN EURO”.
    Il campanile di piazza rintoccava i suoi 19 colpi mentre il mio pensiero andava alla batteria della mia fotocamera, all’accessorio che tanto desideravo e….
    Francesca

  2. Efrem
    11 maggio 2010 alle 09:58

    “Memorizza questo codice: A4F0KYTZ6. Cancella il messaggio e liberati del cellulare. Dirigiti a Piazza del Popolo, lì capirai cosa fare. Hai centoventi secondi”.
    Appena lessi il messaggio, proveniente da un mittente anonimo, pensai subito che avessero sbagliato numero. Ero a pochi passi dalla piazza e decisi comunque di recarmi lì; magari sarà uno scherzo di quel buontempone di Paolo, pensai.
    Il telefono squillò ancora, altro messaggio.
    “Questo è l’ultimo avvertimento, cancella i messaggi e butta il cellulare, non stiamo scherzando, pensa al tuo amico Davide”.
    In quell’istante un brivido di dolore attraversò le mie tempie, cancellai i messaggi e buttai il cellulare nel cestino vicino a me.
    Rimasi attonito ed impietrito, il sudore iniziò a grondarmi dalla schiena, accusai delle vertigini e dovetti sedermi sulla panchina accanto per evitare di cadere a terra.
    Avevo la testa china, raccolta tra le mani, quando avvertii una folata d’aria che mi gelò la fronte bagnata.
    Qualcuno, non vidi chi, era passato di corsa tra la folla che gremiva la piazza ed aveva lasciato ai miei piedi un biglietto. Lo raccolsi. “Non fu un incidente. Segui le nostre indicazioni e non parlare con nessuno. Non fare scherzi, ti osserviamo…”

  3. 11 maggio 2010 alle 21:05

    “Memorizza questo codice: A4F0KYTZ6. Cancella il messaggio e liberati del cellulare. Dirigiti a Piazza del Popolo, lì capirai cosa fare. Hai centoventi secondi”.
    Stentavo quasi a credere, che Lorenzo, me l’avesse davvero chiesto. In quelle brevi stringhe si celavano dubbi, ed ero sicura che sarei in qualche modo caduta nel vuoto. Avrei fatto un nuovo buco nell’acqua. Così m’affrettai a cancellare il messaggio dopo essermi rigirata il codice innumerevoli volte nella testa, poi gettai il cellulare nella fontana accanto a me. Mi strinsi nella giubba verde, l’aria attorno pareva gelarmi il sangue nelle vene. Sicura di me, forse troppo, mi misi a correre, mentre il vento invernale mi sferzava il viso.
    Dopo pochi minuti mi ritrovai lì a Piazza del Popolo, vicino all’obelisco che ancora svettava. Inorridii e serrai i denti alla visione che mi veniva proposta. Era successo di nuovo mi dissi, cercando di non guardare i corpi esangui dei paesani, stipati nei pochi metri che comprendevano la piazza. Invece dovevo farmi forza, avanzai interdetta.
    Era un ascensore o almeno così sembrava, grigio rifletteva il mio volto. Mi veniva esplicitamente chiesto di inserire un codice, così feci. Fantasticai su quel che stava per succedere mentre fremevo dalla paura.

  4. Cesare
    11 maggio 2010 alle 21:39

    Un elefantino di peluche mi guardava con grandi occhi rosa da dentro una vetrina. Chissà se sarebbe piaciuto alla mia nipotina. Accanto al giocattolo era esposta una piccola sveglia rosa digitale; segnava le undici e ventisette. Non mi soffermai molto e continuai per la mia strada. Il sole brillava alto nel cielo e il caldo torrido mi dava al cervello, abbassai gli occhiali da sole che avevo in testa e mi sistemai la tracolla. Poco lontano vidi una pasticceria; preso per la gola, decisi di concedermi un cono gelato. Il locale, sebbene piccolo, era colmo di gente, così mi misi in fila. Arrivato il mio turno, chiesi una cialda con stracciatella e nocciola. Mentre mi facevo strada tra la piccola calca, già pregustavo la prelibatezza che tenevo in mano. Finalmente fuori, mi fermai sotto la tenda del bar. All’improvviso il mio cellulare vibrò. Lo tirai fuori, mentre una goccia di stracciatella già mi bagnava il dito. Lessi.
    “Memorizza questo codice: A4F0KYTZ6. Cancella il messaggio e liberati del cellulare. Dirigiti a Piazza del Popolo, lì capirai cosa fare. Hai centoventi secondi”.
    Cazzo, non ora!, pensai. Gettai a malincuore, nella pattumiera vicina, il cono e il cellulare e mi misi a correre.

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